Employer branding: quando la qualità del lavoro si riflette sul mercato

31 Maggio 2023

IL NUOVO CONSUMATORE

L’evoluzione del mondo è continua e sempre più rapida ogni giorno che passa per qualsiasi campo vogliamo analizzare. Parliamo di mercato. Nel giro di vent’anni si è passati da una concentrazione totalitaria sul prodotto/servizio, passando ad una legata al consumatore, a quella attuale che si lega alla valorizzazione dei valori alti aziendali.

Oggi, basta che una persona non condivida le scelte dell’azienda, o che non condivida un determinato ideale o valore aziendale, per non diventare consumatore. Il prodotto/servizio conta davvero poco: può essere il migliore sul mercato, il migliore in termini di qualità-prezzo e quant’altro, non ha alcuna importanza.

Nell’epoca della digitalizzazione, dove accedere a qualsiasi contenuto è diventato alla portata di un clic, la formazione di un ideale e la polarizzazione dello stesso è diventata una normalità. Seguendo questo percorso, di conseguenza, c’è la tendenza a condannare chi non la pensa ugualmente.

LE TENDENZE DI PENSIERO: EMPLOYER BRANDING

Ci stiamo addentrando nel decennio del cambiamento, delle proteste e dei disordini per la ricerca di una migliore qualità della vita. Non è raro, ormai, incappare in qualche protesta in ogni angolo del mondo. Questo nuovo modus operandi ha influenzato fortemente le aziende.

Sostenibilità ambientale e rispetto dei lavoratori sono le due principali tematiche su cui vertono moltissime proteste. In questo momento, ci interessa valutare la seconda.

È consuetudine, ormai, vedere campagne pubblicitarie – anche in tv – che raccontano la propria vita aziendale, i successi raggiunti dai propri dipendenti grazie alla propria azienda, che raccontano una bellissima qualità del lavoro e rispetto e che hanno l’obiettivo di posizionarsi attraverso l’employer branding. Possiamo prendere in esempio campagne recenti: Amazon che ha realizzato borse di studio per studentesse meritevoli di facoltà STEM oppure McDonald’s con borse di studio per studenti-lavoratori. Tutto questo tralasciando il prodotto/servizio: l’unico obiettivo è posizionarsi.

Ad oggi, una tematica così discussa e sentita dall’intera audience di qualsiasi mercato come, è importante che venga esplorata dalle aziende per rimanere appetibili. In questi anni, essere un’azienda sfruttatrice del lavoratore e con un forte turnover equivale ad avere prodotti scadenti, ergo, equivarrà a veder crollare le proprie quote di mercato.

Ma non basta assolutamente fare uno spot pubblicitario per essere percepito in questo modo. Mantenere “la parola” data con una campagna, rispettare davvero il lavoratore, offrirgli il compenso che merita e attuare iniziative in suo favore sono le chiavi di volta per potersi posizionare e mantenere quel posizionamento nel tempo. L’employer branding, per essere efficace, deve necessariamente rappresentare la vera vita aziendale.

Spesso ci si dimentica che sono i lavoratori a fare il successo delle aziende, ci si dimentica che  un lavoratore felice e soddisfatto offrirà un servizio migliore, ci si dimentica che un dipendente coinvolto farà suoi gli obiettivi dell’azienda per remare nella stessa direzione. Rispetto, valorizzazione, retribuzione adeguata.

LA NOSTRA ESPERIENZA: FERRARELLE – L’ARTE DEL SUCCESSO

Vogliamo raccontare come la valorizzazione del dipendente e fare employer branding sia fondamentale per una grande azienda come Ferrarelle.

Il nostro obiettivo? Siamo stati incaricati di gestire, sviluppare e coordinare una sales convention con ospiti proprio i dipendenti: venditori, presidenza, comitato di direzione e rappresentanti di altre funzioni aziendali. Un evento che valorizzi la forza vendite, celebri gli ottimi risultati raggiunti negli ultimi tre anni e che rafforzi la loro motivazione. Le parole d’ordine sono state spettacolarità, divertimento ed esclusività.

UN EVENTO DI SUCCESSO

Il tema che abbiamo scelto – Il Grande Gatsby – ha voluto dare all’evento il tocco di spettacolarità che serviva: celebrare i grandi risultati raggiunti in tre anni – nonostante la pandemia e le mille difficoltà nel percorso – andava fatto con la percezione di essere un festeggiamento. Per la forza vendite, vivere momenti di estrema gratificazione grazie al fatto che “la mia azienda ha organizzato un evento per celebrare me ed i miei colleghi per ringraziarci del nostro operato” è una vera operazione di profondo rispetto ed employer branding.

Il claim “L’ARTE DEL SUCCESSO” ha voluto raccontare la creatività, l’impegno, la perseveranza e il coraggio che esiste dietro a successo. Abbiamo voluto porre in essere che il successo è arte, è lavoro, non arriva da sé.

Ibiza è stata la location: un luogo esclusivo che normalmente viene rappresentato come “vacanza”: quale può essere stato il loro obiettivo se non la premiazione dei suoi lavoratori? Una destinazione che richiama il lusso, l’esclusività e il concetto di day-off è la giusta medaglia per chi ha permesso il successo di Ferrarelle.

Attività di team building, momenti di mare, relax e spensieratezza è stato un altro focus che ha voluto arricchire l’esperienza: un torneo di Padel targato Ferrarelle organizzato nel secondo giorno in mattinata ha creato coinvolgimento tra gli ospiti. Ma qual è stato l’obiettivo? Ovviamente, creare un senso di divertimento e svago dopo tanto impegno e lavoro per raggiungere questi grandi obiettivi.

DIPENDENTI - LA CHIAVE E LA SVOLTA

Un evento che ha messo in primo piano i dipendenti e poi i risultati che hanno ottenuto, che ha raccontato gratitudine e spettacolarità, che ha regalato momenti indimenticabili e di brand experience volendo rafforzare una motivazione che già c’era. E noi, per organizzare questa convention, è come se avessimo raccontato anche noi stessi.
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